La storia della ZanzaraBike

...ovvero l'epopea dei sopravvissuti

La storia... quella la racconteranno i nostri nipoti quando, aprendo quella vecchia libreria appartenuta al nonno, ed ora lasciata ad una lenta e solenne attesa nell’angolo buio e polveroso della soffitta, scoveranno qualche fotografia d’altri tempi sulle quali, sbiaditi e stropicciati, ancora splenderanno con orgoglio e agilità i nostri mitici “trespoli da fuoristrada”. A noi invece, il compito di raccogliere, frugando qua e là, frammenti di memoria che, con disinvolta fantasia ci sappiano ricondurre al come e al quando è nata quell'epica sfida denominata: Zanzara Bike.
Le prime tracce riconducibili ad un qualche duello ciclo-campagnolo, risalgono all’inizio degli anni ’90, quando, con evidente stupore degli “official opinions” (Carlett and company), fecero comparsa per la prima volta alcuni strani attrezzi pseudo-agricoli, utili più che altro all'aratura dei campi che alla pratica di uno sport nobile come il ciclismo. Punto di ritrovo, Piazza di Bando, all’interno della quale, a distanza di parecchi anni, abbiamo rinvenuto le impronte delle più famose ruote grasse di quel tempo: chi Bianchi, chi Benotto, i fratelli panino-cioppetta con Scott Boulder; sfida universale e perenne nei secoli, il famoso “Giro dell’Ora” sul quale, con costante impegno e dedizione, ebbero la possibilità di affinare svariate e maldestre tecniche di gara, come:

  • “spingo io che cadi tu”;
  • “taglio che è più corta”;
  • “ciapa la Livra”;
  • “tira che mi riposo”;
  • “speriamo che fori”.
Con l’andare dei chilometri però, la spinta agonistica manifestata nei primi anni di attività, ha finito per perdersi nei litri di sudore caduti sul tracciato, lasciando sul terreno di gara solo pochi fedelissimi, “i sopravissuti”, rimasti imperterriti al comando dei loro attrezzi. Si narra appunto, che proprio ad uno di questi irriducibili, nome in codice “Pizzetto Argentato”, nel profondo oblio di uno dei suoi pellegrinaggi spirituali e poetici, sia arrivata l’illuminazione che ha ispirato “la gara delle gare”, competizione in grado di smentire e riscrivere i principali trattati riguardanti il ciclismo agonistico moderno: Campagnoli contro Cittadini.
Il resto è cronaca mondana, con un paese simpatico ed accogliente, che ha fatto ormai di questa gara, il biglietto da visita della propria cordialità.

Un Sopravvissuto

Ringraziamenti:
Visto il successo riscontrato nelle edizioni precedenti, gli organizzatori della manifestazione vogliono ringraziare:
  • Lo staff del circolo "LA ZANZARA" per il patrocinio ed il sostegno dell'iniziativa;
  • Gli sponsor per il sostegno economico;
  • La dirigenza dell'U.P. BANDO per la collaborazione ed i servizi offerti;
  • I proprietari dei terreni sui quali si svolge la gara per la disponibilità dimostrata;
  • Le persone che hanno contribuito alla pulizia ed alla sistemazione del percorso;
  • Le persone che hanno garantito la sicurezza dei concorrenti e la viabilità durante la gara;
  • I ragazzi di Bando per l'organizzazione, l'intrattenimento e i ristori durante la manifestazione;
  • I fotografi e i cineoperatori;
  • Tutti coloro che con la presenza e l'incitamento hanno creato un clima festoso attorno all'iniziativa.
Scusandoci per eventuali disagi arrecati alla viabilità stradale o ad altro diamo appuntamento a tutti al prossimo anno per un'altra avvincente edizione della "ZANZARA BIKE".

Gli Organizzatori